Il piercing poketing


Per “pocketing” si deve pensare a una serie di barrette d’acciaio inserite nella pelle, in modo tale che siano solo le estremità della barretta ad essere inserite. In questo modo, essa sarà visibile all’esterno.
L’effetto visivo è molto simile a quello ottenuto attraverso la tecnica degli impianti cutanei, ma in realtà le barrette sono semplicemente inserite superficialmente. Rispetto alla tecnica delle impiantazioni sottocutanee, il pocketing, è di più facile e rapida esecuzione e prevede anche tempi di guarigione ben più brevi.
Il pocketing viene preferito ad altre tecniche simili anche perché meno invasivo, più economico e, qualora venga rimosso, lascia segni poco visibili e, rispetto ai materiali usati per i piercing, è più difficile che si impigli o che venga strattonato, riducendo così ulteriormente il rischio di eventuali traumi e conseguenti infezioni. Il processo di guarigione ha più o meno gli stessi tempi richiesti da un piercing e richiede le stesse attenzioni.
Quando il corpo viene attraversato da un oggetto estraneo, ha ben poche alternative di reazione, se non espellerlo. Se si tratta di un oggetto di grosse dimensioni, viene invece incapsulato e in qualche modo separato dal resto del corpo. Questo è possibile a patto che l’oggetto sia relativamente inerte e abbastanza superficiale da non impedire alcuna funzione corporea interna. Questo è il principio del piercing e gli impianti sottocutanei. Qualora invece l’oggetto estraneo sia di natura organica e opponga resistenza al tentativo di rigetto attuato dal corpo, quest’ultimo riuscirà, nel tempo, a eliminarlo frammentandolo. Altra alternativa è, ovviamente, quella chirurgica.



















































