I piercing sono davvero rischiosi?

Secondo un’indagine di mercato, chi pratica il piercing ha in seguito infezioni, gonfiori, arrossamenti e perdita di pus.
La maggior parte si verificano all’ombelico, il 40%, e all’orecchio, 35%, seguite poi dalle infezioni al naso, 22%, alla lingua, alle palpebre e ai genitali 8% ed infine al seno (5%).
Inoltre la ricerca dimostra come il rischio di andare incontro a patologie, come epatite, endocardite e setticemia.
Rispetto ad altri paesi europei, in Italia il rischio di sviluppare gravi infezioni o vere e proprie patologie infettive è molto basso, ovviamente se si sceglie di rivolgersi a centri specializzati e ad operatori qualificati che rispettino le linee guida emanate dal Ministero della salute. In ogni caso una piccola infezione locale può risolversi felicemente con una terapia antibiotica.
Inoltre è importante assicurarsi che i materiali impiegati non siano allergizzanti, come il nichel. Anche se il piercing è vivamente sconsigliato a chi è diabetico, cardiopatico o immunodepresso.



















































