Il piercing: una moda antica

I piercing, come del resto i tatuaggi non sono una novità dell’era moderna.
Creati nelle tribù preistoriche con lo scopo di distinguere le une dalle altre, la classe sociale e il ruolo di ogni membro all’interno della tribù stessa.
Anche in Egitto abbiamo tracce di piercing, dove venivano usati come segno di regalità, mentre presso gli antichi romani era d’uso il nipples, ovvero il piercing ai capezzoli come segno di virilità e coraggio tra i centurioni e per abbellire ed ingrandire i seni dalle donne romane. I marinai di un tempo invece credevano che forare il lobo acutizzasse la vista e portavano orecchini d’oro come potenziale compenso a chi, se fossero deceduti in mare avesse seppellito il corpo restituito al momento alla spiaggia altrimenti le leggende dicono che lo spirito avrebbe vagato inquieto per l’eternità. Pare inoltre che i marinai omosessuali comunicassero al resto della ciurma la loro “disponibilità” portando l’orecchino al lobo destro a differenza di tutti gli altri.
Ma oggi? Cos’è il piercing? Che cosa rappresenta? Vale ancora il fenomeno di appartenenza al gruppo o è solo un fenomeno modaiolo?



















































